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mercoledì 16 ottobre 2013

Ecco la dieta giusta con l'influenza e cosa mangiare per stare meglio

Nonostante tutte le precauzioni suggerite, come vaccinarsi e seguire una dieta antifreddo ricca di ortaggi e verdure, può sicuramente capitare di incorrere in una spiacevole influenza. Al di là del riposo assoluto e dei farmaci e rimedi naturali da assumere per contrastarla, l’influenza si sconfigge anche e soprattutto con l’alimentazione: ecco la dieta giusta con l’influenza e cosa mangiare per stare meglio in breve tempo.L’organismo è già sotto attacco del virus, quindi va rinforzato a dovere con le sostanze nutritive migliori:




la vitamina C e la vitamina E aiutano a stimolare l’attività dei linfociti, mentre i minerali come zinco e ferro aiutano la produzione degli anticorpi, consentendo all’organismo di combattere più efficacemente il virus.



Oltre a queste macroindicazioni, è fondamentale reintegrare i liquidi persi con la sudorazione, in modo da aiutare il corpo ad “espellere” i virus influenzali: sì quindi al consumo di tanta acqua, té verde (ricco di antiossidanti), spremute di agrumi e frullati di frutta fresca, che apportano vitamine e liquidi utili a contrastare la disidratazione, specialmente se la forma influenzale si presenta anche con vomito e diarrea.



Ottimi per ristabilire la salute dello stomaco e apportare moltissimi nutrienti e minerali, i brodini di verdure o di pollo sono un classico, da consumare caldi ma non bollenti; aiutano a far tornare anche l’appetito. Alternativa più ricca e indicata a chi piace per un ottimo riciclo di verdure e brodo, i passati di verdure con l’aggiunta di poco cereale a scelta tra riso, orzo o farro.



Via libera a frutta e verdura fresche, da consumare assieme a cereali integrali che aiutano la regolarità intestinale e non affaticano la digestione: ovviamente è bene mangiare questi alimenti crudi o previa cottura semplice, come al vapore, lessi o in padella antiaderente con poco olio a crudo. Vanno privilegiati tutti quei cibi ricchi di vitamina C che aiutano le difese immunitarie a contrastare il virus e a rinforzarsi: se poi via via che l’influenza sparisce torna anche il gusto di nutrirsi, è sempre meglio farlo con criterio.


venerdì 24 maggio 2013

Vie Urinarie


Se l’urinocultura rivela la presenza di un’infezione batterica, il problema spesso richiede l’assunzione di antibiotici specifici. Tuttavia, l’uso di particolari precauzioni naturali può consentire di prevenire l’insorgenza dei disturbi o la comparsa di ricadute, ossia seguendo semplici norme igieniche e comportamentali, una dieta adeguata e ricorrendo ai benefici dei principi attivi vegetali. I rimedi fitoterapici, col parere favorevole del medico, possono essere sostituiti alla terapia antibiotica per ridurre i sintomi senza sovraccaricare fegato e reni.

Le terapie verdi

Uva ursina
Le sue foglie contengono arbutina che, nelle urine, genera idrochinone, dotato di zione antisettica elettiva sulle vie urinarie, e flavonoidi, con effetto diuretico; l’azione dei principi attivi è favorita dalle urine alcaline per cui, se queste non lo fossero, si dovrà renderle tali con la somministrazione di bicarbonato di sodio o di altri alcalinizzanti urinari. Indicata per le cistiti, (pielo)nefriti, uretriti, prostatiti.
Tintura madre o infuso: Usa la tintura madre (40-50 gocce 2-3 volte al dì per almeno 10 giorni) o l’infuso (1,5-2 g di foglie essiccate in 100 ml di acqua; bevine 2-3 tazze al dì lontano dai pasti).

Mirtillo
Le sue bacche contengono l’acido ippurico, dotato di attività antimicrobica e capace di acidificare le urine, creando un ambiente ostile alla crescita batterica. Sono presenti, inoltre, alcuni tannini condensati (proantocianidine) in grado di inibire l’adesione di importanti uropatogeni (come l’Escherichia coli) alla superficie della mucosa urinaria; tale proprietà rende la pianta indicata per prevenire le cistiti e le prostatiti, sia occasionali che recidivanti.
In succo, tintura o capsule: Assumi il succo concentrato dolcificato (almeno ½ litro al dì), o la tintura madre (400 gocce 3 volte al dì per almeno 10 giorni) o le capsule da 300-400 mg di estratto (2 volte al giorno).

Santoreggia e timo
Piante aromatiche che contengono oli essenziali, contenenti timolo, ad azione antisettica.
Tintura madre: La dose è di 10 gocce 2 volte al dì, per una settimana.

Le regole alimentari
Una dieta ad elevato residuo acido, abbassando il pH urinario, impedisce la proliferazione degli uropatogeni e, pertanto, può coadiuvare favorevolmente la terapia medica. Ricorda, inoltre, di evitare cibi piccanti o l’uso di spezie (peperoncino, pepe) durante un episodio acuto, perché potrebbero peggiorare lo stato infiammatorio esistente a livello delle vie urinarie.
Cibi indicati in corso di infezioni e/o stati infiammatori delle vie urinarie:
- carni rosse e bianche, pesce molluschi, uova formagi magri, pancetta
- frutta: arachidi, noci mirtilli (anche il succo), prugne, fragole; molto indicato è l’aceto di mele che svolge un’azione acidificante delle urine e una spiccata zione antiputrefattiva
- amidi: pane (soprattutto integrale), crackers, pasta e riso
- verdura: legumi (lenticchie), cereali, zucchine, carote, fogli di tarassaco.

martedì 21 maggio 2013

Curative Chef


Curarsi con il cibo? Certamente si!


Mi chiamo Alessandro Montedoro,  sono un Executive Chef, non  un guaritore. Non posso fare miracoli, ma in questi ultimi anni ho smesso di usare le medicine, o almeno  provo ad evitarle il più possibile. Come? Facile, ho risolto tutti i miei problemi mangiando!
 Funziona, ve lo garantisco !

★ Tutti I cibi del mondo con le loro proprietà curative ★

Dopo l’uscita del mio libro, La Cucina Curativa, ho deciso di dedicarmi ad un’ Applicazione: Curative Chef. Molto più semplice e veloce da usare, ma soprattutto sempre a portata di mano. La App  è ricca di informazioni sugli alimenti e le loro proprietà curative; con una sezione dedicata alle ricette.

★ Sapete come cucinare in maniera salutare? ★

Il 90% delle malattie si curano mangiando, giusto?
Cioè nella maggior parte dei casi assumiamo una sostanza che produce una reazione nel nostro organismo e che di conseguenza apporta dei benefici. Ricordiamo che molti dei farmaci che utilizziamo comunemente sono costituiti da principi attivi che, almeno in origine, sono derivati da erbe o piante medicinali.
E allora perché non “gustarcela” questa... medicina?

★ Più di 800 immagini ★

Tutti sanno che le arance sono ricche di vitamina C che rinforza il sistema immunitario, o che il pesce è fonte di Omega 3 che è ricco di antiossidanti. Ogni alimento infatti ha delle proprietà benefiche che associate possono creare un vero e proprio medicinale, ma occorre trovare il giusto bilanciamento degli ingredienti per creare un piatto capace di curare i nostri mali e allo stesso tempo appagare i nostri sensi.

★ Ora, si può cucinare cibi sani più facilmente ★

Curative Chef è stato creato usando l'ultima generazione di interfaccia grafica, che vi permetterà di sfogliare il libro di ricette con un semplice tocco, come se si fosse in possesso di un vero e proprio libro.

★ 19 Categorie! ★

Curative Chef contiene tutte le informazioni sugli alimenti commestibili al mondo e le loro proprietà curative. Diviso in 19 categorie, con la possibilità di ricercare facilmente la tua ricetta in un modo molto veloce. Curative Chef contiene oltre 800 immagini di cibi con calorie per grammo e le loro proprietà curative. Fra le categorie troviamo :  frutta, verdura, erbe mediche, ma anche categorie più rare come gli insetti.

★ 33 patologie comuni, e le ricette per contrastarle ★

Con una sezione a parte, Curative Chef ha dedicato ampio spazio a creare ricette specifiche capaci di contrastare le malattie più comuni. La versione iniziale avrà oltre 130 ricette diverse, dedicate a prevenire e contrastare patologie come : Allergia, Ansia, Stress, Cellulite, Problemi Digestivi, Gastrite. Le ricette verranno aggiornate settimanalmente, l’obbiettivo è quello di arrivare a 5,000 ricette.

★ Stupite i vostri amici e famigliari! ★

Pensi di conoscere tutti I segreti degli alimenti?
L’arancia è ricca di vitamina C, ma lo sapevi che il frutto del Guava ne è 8 volte più ricco?
Una mela al giorno toglie il medico di torno? E la carota allora? La carota con solo 35 calorie per  100 gr ha 3 volte le proprietà curative della mela!
Lo sai che le bucce e i semi nascondono il più alto contenuto di principi curativi?

In Curative Chef  troverete:
- Trucchi e consigli
- Chef consiglia
- Motore di ricerca
- Contatta l'Autore
- Estratti dal libro originale

Biografia dei riconoscimenti dell’ Autore:
2012 Vincitore del concorso “CookSmart”
2012 Culinary Discipline Advisory Board, Europe
2011 Libro pubblicato "La Cucina Curativa" www.curativecuisine.com
2009 Miglior ristorante Italiano per “City weekend”
2009 Top 50 ristoranti in Cina per "“City weekend”
2009 Top 10 ristoranti di hotel in tutto il mondo per “Western Taste”
2008 Miglior ristorante italiano dell'anno per "The Beijinger"
2007 Ristorante occidentale dell 'anno per “That’s Beijing”

venerdì 12 aprile 2013

L'estate si avvicina. Pronti alla prova costume?


 L'estate si avvicina. Pronti alla prova costume?

chili di troppo? meglio prepararsi con anticipo alla stagione estiva
Il freddo non ci ha ancora abbandonato completamente anche se la stagione estiva si avvicina. In molti si accorgeranno fra un paio di mesi che la forma per mettersi in costume non è proprio ideale.
Qualche chilo di troppo, magari proprio lì nel posto sbagliato, quella maledetta cellulite ed infine qualche capillare che non appare troppo sotto i collant ma, aimè, in costume sono una maledizione senza dimenticare le macchie sul decolleté o sul viso, che con il sole si accentuano fastidiosamente.
Forse se cominciassimo a pensarci per tempo, magari due o tre mesi prima, potremmo porre riparo a molti dei problemi che alla “prova costume” ci toglieranno il buon umore.
Le cause potrebbero essere riconducibili alla nostra dieta quotidiana, non tanto per la quantità di cibo che ingeriamo quanto per la scelta degli alimenti non adatta alla nostra persona.
Proprio per questo motivo, mi sono dedicato a creare delle ricette gustose capaci di aiutarci a perdere i kg di troppo senza rinunciare al piacere di gustare un buon piatto.

Infatti scegliendo gli ingredienti giusti, si possono creare ricette appetitose con ingredienti capaci di drenare i liquidi in eccesso e di combattere l’adipe!


domenica 13 gennaio 2013

Migliorare il nostro aspetto mangiando?

Migliorare il nostro aspetto mangiando? Io ne sono convinto! Il nostro aspetto dipende sicuramente da ciò che mangiamo, e seguire semplici regole alimentari può essere un vero toccasana per la bellezza e per la salute. Il cibo, quello accuratamente scelto, mantiene sani e belli proteggendo l’organismo dall’attacco dei radicali liberi. Ma quali sono i cibi più adatti per aiutare il nostro ..isico a rimanere sano e giovane? Sicuramente tutti quelli ricchi di antiossidanti, come gli agrumi, i kiwi, l’avocado, l’uva, la papaya, la mela, la cipolla, gli zucchini, l’aglio, gli spinaci e tanti ancora. Un esempio, per proteggere vene e capillari scegliamo i mirtilli freschi. Pistacchi, nocciole, noci, mandorle, sesamo hanno un elevato contenuto in grassi mono insaturi e polinsaturi, vitamina E, nonché un insieme di sostanze che stimolano la produzione del coenzima Q10, conosciuto nel mondo della cosmetica proprio come “l’enzima della bellezza”. Scegliere con cura gli alimenti giusti è essenziale, ma a volte dobbiamo anche prestare attenzione al nostro corpo, e in parecchi casi imparare a decifrare i messaggi che ci manda. Per esempio, quante volte abbiamo attribuito il nostro nervosismo a cause esterne, come un litigio o magari ai problemi sul lavoro, quando invece potrebbe trattarsi solamente di un pasto pesante non digerito bene? Un altro esempio è quello di ostinarci a mangiare del cibo che ci provoca del malessere, come acidità di stomaco, digestione lenta, mal di testa, spossatezza; solo perché magari abbiamo sentito dire che fa bene. Mangiare una mela sicuramente è salutare, ma se non riusciamo a digerirla o se ci provoca acidità meglio cambiare frutto, giusto? Quindi cerchiamo di prestare attenzione ai messaggi che il nostro corpo ci manda, non traendo conclusioni troppo affrettate ma basandoci sulla nostra esperienza personale, cercando di annotare quale cibo ci porta benessere e quale malessere.

venerdì 11 gennaio 2013

Le Uova

Le Uova
Il più utilizzato è l’uovo di gallina, ma si consumano anche le uova di altri volatili: quaglia, anatra, oca, struzzo, eccetera. Nell’uso corrente il termine uovo senza altre precisazioni indica quello di gallina. Come si riconosce un uovo fresco? Ci sono vari metodi, ma tutti hanno in comune quello di riuscire a ... capire se all’interno dell’uovo c’è dell’aria. Difatti all’interno dell’uovo c’è una sorta di camera d’aria che con il passare del tempo tende ad aumentare. Di seguito sono elencati dei metodi semplici da provare: 1) Immergere l’uovo in un litro d’acqua nel quale, precedentemente, sono stati disciolti 100 grammi di sale. L’uovo fresco rimarrà sul fondo. Più l’uovo è vecchio, invece, più tenderà a risalire in superficie con la punta rivolta verso l’alto. 2) Con una lampada, provare a guardare attraverso l’uovo cercando di notare la camera d’aria. Ovviamente più questa è grossa più l’uovo è vecchio. 3) Quando si agita l’uovo fresco delicatamente vicino all’orecchio non si sente nulla. Se viene fatta la stessa cosa con l’uovo vecchio, si sente il contenuto muoversi. Ma il modo più semplice di tutti è quello di controllare la data di scadenza, che con le leggi odierne è obbligatoria da esporre. Per legge le uova possono essere commercializzate dopo una settimana dalla deposizione e possono essere vendute per un massimo di ventuno giorni. Di conseguenza dopo 28 giorni le uova non dovrebbero essere più mangiate. Le uova si conservano bene in frigorifero ma anche fuori, anche perché all’acquisto non si trovano mai nei frigoriferi. L’importante è guscio poroso, infatti, esse tendono ad assorbire gli odori. Sfruttando la porosità delle uova a nostro favore, invece, si possono mettere in un contenitore insieme ai tartufi o ai funghi porcini, così da farne assorbire il sapore. Il risultato sarà un bell’uovo, magari al tegamino, ma con un retrogusto al tartufo. Uova di gallina 100 gr – 128kcal È considerato per alcuni il cibo più nutriente del mondo, ricco di proteine, grassi buoni, ferro, fosforo, calcio, zinco, potassio ricco di vitamine A, B, B12, D. Anche se ha un contenuto di colesterolo elevato è un alimento di facile digeribilità se comparato alla carne. Ricco di lecitine, favorisce le performance cerebrali. Nella medicina tradizionale cinese aiuta nei dolori gastrici, rinforza l’apparato respiratorio e aiuta contro la raucedine. Uova di quaglia 100 gr - 158 kcal Le uova di quaglia hanno proprietà circa 3-4 volte superiori a quelle di gallina. Anche queste sono ricche di proteine, grassi buoni, ferro, fosforo, calcio, zinco, potassio, e di vitamine A, B, B12, D. Le uova di quaglia non provocano le allergie e le eruzioni cutanee che possono scaturire dal consumo di uova di gallina, principalmente nei bambini. Queste uova hanno anzi un’azione terapeutica nel combattere le allergie per effetto delle proteine-ovomucidi; per questo sono anche utilizzate dalle industrie farmaceutiche per la preparazione di antiallergici. Il consumo costante, giornaliero, di uova di quaglia sarebbe un’ottima terapia per la cura di molte malattie. Possono infatti essere utili per: apparato digerente, ulcera duodenale, ulcera gastrica, anemia – accrescendo l’emoglobina che elimina le tossine e i metalli pesanti dal sangue –, tubercolosi, asma bronchiale, diabete mellito, distonia cardiovascolare, cancro, per effetto delle sostanze anticancerogene che contribuiscono alla distruzione delle cellule cancerogene e tumorali durante i trattamenti oncologici, calcolosi renale, calcoli alla cistifellea e al fegato, infarto, in quanto produce un’accelerazione del processo di riproduzione e cicatrizzazione del cuore, malattie della prostata (azione di prevenzione), impotenza maschile, memoria, attività cerebrale, stress e alterazioni del sistema nervoso. Hanno un’azione calmante e tranquillante. Ulteriori proprietà sono quelle di migliorare il colore del volto, rafforzare i capelli e renderli splendenti; per questo le uova di quaglia sono utilizzate nelle maschere per viso e per capelli. Uova di struzzo 100 gr - 93 kcal Il loro peso può arrivare ..ino a 1,9 kg e un solo uovo può equivalere a circa ventiquattro uova di gallina. Esse hanno un alto contenuto proteico e un basso contenuto di colesterolo. Come le uova di gallina sono ricche di proteine, grassi buoni, ferro, fosforo, calcio, zinco, potassio e vitamine A, B, B12, D. Altri tipi di uova come quelle di anatra, tacchino, oca, faraona, gabbiano e fagiano hanno principalmente gli stessi contenuti di vitamine e minerali delle uova di gallina. Attenzione alle uova di anatra e tacchino, che sono più ricche di colesterolo.Visualizza altro

lunedì 31 dicembre 2012

I Legumi

Le Lenticchie!





E questa sera, e domani, non mancheranno sulle nostre tavole le classiche lenticchie.

Molti non sanno pero' quante proprieta' si nascondono in questi legumi cosi pregiati, e riconosciuti tali fin dall'antichita'!

Questa mattina poi, mentre le stavo preparando, mia moglie che e' Cinese mi ha chiesto...perche' si mangiano le lenticchie il primo dell'anno??? Io ho saputo rispondere solamente dicendo...per i soldi!

In realta' facendo delle ricerche piu approfondite ho trovato veramente una storia avvincente che vi cerchero di abbreviare in poche righe!



Ma per prima cosa parliamo delle proprieta'


Al giorno d'oggi questo tipo di legume è consigliato dai dietologi in quanto, oltre a contenere una buona percentuale di fosforo e potassio, è molto digeribile e non contiene ne grassi ne colesterolo; altro fattore molto importante è che le lenticchie non contengono glutine e sono quindi da considerarsi un ottimo alimento per i celiaci.

Le lenticchie sono considerate tra i legumi quelle contenenti maggiori proprietà antiossidanti e, insieme all'alto contenuto di isoflavoni rappresentano un ottimo alleato nella prevenzione di alcune forme di tumore.

Come tutti i legumi le lenticchie sono ricche di proteine vegetali e per questo motivo rappresentano una valida alternativa agli alimenti di origine animale che contengono invece colesterolo; possono quindi essere consumate come secondo piatto in sostituzione della carne o del pesce.

Il buon contenuto di fibre alimentari contribuisce a regolarizzare l'attività dell'intestino e a tenere sotto controllo il tasso di colesterolo nel sangue. Grazie al fatto che le lenticchie contengono pochissimi grassi insaturi permettono di fare prevenzione ad alcune patologie cardiovascolari.

In ultimo, l'assunzione di lenticchie, ha la proprietà di rallentare l'assorbimento dei carboidrati da parte dell'organismo venendo così in aiuto a chi soffre di diabete; infatti lo zucchero proveniente dalla digestione viene assorbito dall'organismo molto lentamente così da evitare picchi di glicemia.

La lenticchia rossa, conosciuta anche col nome di lenticchia egiziana, è molto diffusa in Medio Oriente dove normalmente viene venduta senza pelle ( decorticata ). Questo legume è molto povero di grassi e i pochi in esso contenuti sono chiamati " grassi buoni ", conosciuti come Omega 3.

Le lenticchie rosse sono anch'esse prive di colesterolo e per questo motivo sono un alimento consigliato nella dieta dei bambini; hanno la particolarità di cuocere in breve tempo e non richiedono, diversamente da altri legumi, il periodo di ammollo prima di essere cotte. In ultimo hanno la proprietà, a causa dell'assenza della pellicina che le ricopre, di essere molto digeribili e non causano fastidiose fermentazioni.


ED ORA LA STORIA E LE CURIOSITA'

Durante le feste da poco trascorse molti clienti mi hanno chiesto il valore simbolico delle lenticchie a capodanno e il suo significato. Le lenticchie, alimento base per i popoli nomadi fin dal Neolitico, assumono fin dalla coltivazione un significato ben augurale. La loro coltivazione inizia nelle terre dell’antico Egitto diventando subito un alimento nutriente di piccole dimensioni ma di grande spessore nell’arte del cibare. Dall’Egitto già nel 525 a.C. e precisamente dall’antichissima Pelusio sul Nilo che un mito vuole patria del grande Achille, si racconta che le navi egizie rifornivano regolarmente i porti di Grecia ed Italia di lenticchie.

E da qui la lenticchia oltre che alimento diventa anche elemento d’interpretazioni. Le lenticchie nell’antichità furono collegate simbolicamente anche alla morte. Basta rileggere il notissimo episodio scritto nel libro della Genesi dove ci racconta di Esaù che rientrato affamato dalla campagna, vide Giacobbe che aveva cotto un piatto di lenticchie.

Quando gli chiese da mangiare poiché era sfinito, Giacobbe chiese in cambio la primogenitura, e Esaù accettò (cfr. Genesi 25,29-34). Quindi abdica a favore del fratello, di essere lui il padre, la guida ed il Re degli ebrei, combinando una compravendita cosi sfavorevole all'uno, quanto favorevole all'altro.

E’ il primo cibo preparato dall’uomo del quale si ha testimonianza scritta, non meno di 4000 anni fa. Perifrase che si usa ancora quotidianamente nei modi di dire, delle persone che si vendono per poco, per un piatto di lenticchie appunto, che significa ricevere un valore bassissimo rispetto a quello che si dà in cambio.

Da allora l’antica tradizione ebraica impone che gli Ebrei mangino lenticchie quando sono in lutto, in ricordo di Esaù per aver svenduto quanto aveva di più prezioso. Per millenni la lenticchia risulta uno dei prodotti più importanti nell’agricoltura e nel commercio del Mediterraneo e alimento fra i più comuni ed apprezzati ad Atene come a Roma dove Artemidoro, nato ad Efeso nel II secolo e vissuto a Roma, nella sua opera onirica “Interpretazione dei sogni” accomuna le lenticchie con l’annunciazione di lutti mentre Plinio li glorifica per il loro alto valore nutritivo e per la virtù di infondere tranquillità all’animo.

Di quale sublime devozione era tenuta la lenticchia basterebbe conoscere la storia della colonna egizia del colonnato di Piazza S. Pietro, portato a Roma nel I secolo per volere di Caligola, l’obelisco attraversò il Mediterraneo su una nave immerso e protetto da un carico di lenticchie. Lenticchie servite in minestra, puls-lentis, da cui trae poi nome il pulmento, quindi con l'arrivo del mais trasformato in polenta.

Ancora nei secoli dopo le lenticchie torneranno a tormentare i sogni adducendo fortuna o lutti a seconda di chi interpretava e gradiva questo piccolo legume. Nel Medioevo i ceti più abbienti, i nobili ricchi relegarono il consumo delle lenticchie alla mensa dei poveri, servite e mangiate quasi esclusivamente nei conventi e fra la gente, umile ma dotta, che diede alla lenticchia il ruolo che meritava, nutrire bene, piacere e costare poco.

Ancora, come a rimarcarne l’inutilità come cibo goliardico fu definito nel Rinascimento, dal medico Petronio, cibo caldo e secco, adatto a coloro che vogliono vivere castamente. In Francia al tempo di Luigi XIV le lenticchie venivano date come cibo ai cavalli e Alexander Dumas nel suo “Grand Dictionnair de Cuisine del 1873” le considerava un cibo pessimo.

Come tutti gli alimenti e gli elementi destinati all’eternità la moda non ne intacca le virtù né li seppellisce. Cosi la lenticchia ha attraversato la simbologia del tradimento legandosi ai Patriarchi ed accompagnato lutti e morti, tormentato sogni e ricevuti superficiali giudizi da gente di spessore nobile ma leggera di gusto.

Approda ai tempi nostri sulla tavola imbandita di fine d’anno, dove una consuetudine alimentare ha ritualizzato il mangiar lenticchie, accomunando tutti gli strati sociali, come augurio di prosperità e fortuna per l’anno in arrivo.

E come ci racconta G. F. Giunchi nel suo Teatro Naturale n. 17 (27 dicembre 2003 Anno 1.)

“Una lunga tavola di fine d’anno. Al centro, come chiglia sull’acqua, il piatto ovale delle lenticchie nell’aura calda del fumo accoglie, untuoso e pesante lo zampone ad evocare, avvolto nei notturni vapori del Nilo, il carico della nave egizia e l’antico obelisco, che l’Imperatore Romano, solitario e folle voleva per la sua gloria e, come tutti i mortali, per trasfigurare la vertigine del tempo che passa”, riprendiamoci le lenticchie e la sua Storia.

domenica 30 dicembre 2012

Cervello attivo

Salmone e Avocado per un cervello attivo




Un Ottimo secondo piatto, ricco di Omega 3 e di grassi polinsaturi, a tutto vantaggio della tua salute

Ingredienti per 1 Porzione

 -150 g di salmone afresco
-½ avocado
-prezzemolo tritato
-1 cucchiaio d' olio d'oliva extravergine
-succo di limone
-sale e pepe q.b.


Insaporire il salmone con sale e pepe e marinare con un cucchiaio di succo di limone. In una padella, possibilmente antiaderente, versare l'olio Exra vergine d'oliva, quando l'olio sara' caldo adagiare il filetto di salmone. Cucinare quanto basta, tenedo in considerazione che il pesce fresco non necessita una completa cottura.

Per la salsa, tagliare l' avocato a cubetti e con l'aiuto di una forchetta o di un mixer renderlo cremoso. Aggiungere qualche goccia d'olio, limone, sale e pepe.

Per impiattare, spargere la crema di avocado sul piatto, adagiare il aslmone e decorare con del prezzemolo e delle erbe fresche a piacere.

un piatto che fa bene perchè...

Molti motivi: gli Omega 3 del salmone e i grassi polinsaturi dell'avocado proteggono il cervello e migliorano la memoria. Inoltre, gli Omega 3 proteggono il nostro sistema nervoso, il cuore e la circolazione; mantengono idratata la pelle; difendono dalla sindrome premestruale.

venerdì 28 dicembre 2012

Ricetta Disintossicante

Cannelloni di Soia & Pomodoro



Questa ricetta è ideale quando vuoi disintossicarti dalle tossine della carne e fare scorta di proteine vegetali che sostengono il lavoro di muscoli e cervello. È una ricetta adatta anche per chi è a dieta, ma non vuole rinunciare al sapore dei piatti tradizionali. Grazie al contenuto di isoflavoni della soia (che regolarizzano i livelli di fitoestrogeni nell'organismo), questa ricetta è particolarmente indicata in caso di sindrome premestruale e in menopausa.



Ma vediamo piu in dettaglio i benefici della soia.

Soia 100 gr - 407 kcal
Ricca di vitamine del gruppo B, ferro e potassio.
A differenza degli altri legumi la soia è più ricca di proteine e lipidi,
saturi e polinsaturi, e fosfolipidi come la lecitina, che ha proprietà
emulsionanti e diminuisce i livelli di colesterolo nel sangue. Ricca di
fitoestrogeni molto utili nelle donne durante il periodo premestruale,
questi prevengono i tumori, in particolare quelli della mammella e
della prostata, e proteggono anche dall’osteoporosi.

Vi sono vari tipi di soia:

Soia rossa o azuki, ricchissima di proteine, ha la proprietà di stimolare
la diuresi e rafforzare la funzionalità dei reni;

Soia nera, indicata per la tosse e l’asma ma soprattutto per migliorare
le condizioni degli organi riproduttivi;

Soia gialla, è consigliata per acquistare peso e dare vitalità. Se ne
ricava il Natto: cibo fermentato, preparato con fagioli di soia gialla
lasciati interi, molto digeribile, ricco di proteine, vitamine B e B12,
ferro e calcio, aiuta la digestione.

I derivati della soia: tempeh e tofu

Tempeh
Prodotto ottenuto dai fagioli di soia gialla leggermente cotti e inoculati
con un batterio, lasciati fermentare a bassa temperatura per 24
ore. Ricco di proteine, vitamina B12 e povero di grassi.

Tofu 100 gr - 99 Kcal
Alimento a base di soia gialla, acqua e nigari, ha un sapore
neutro, è molto digeribile, quindi adatto ai bambini, agli anziani
e a chi ha problemi di digestione, ha un elevato contenuto proteico,
è ricco di calcio e fosforo e ha poche calorie, è privo di
colesterolo.

Ingredienti per la ricetta (2 persone)

- 6 cannelloni di semola già pronti ( o con pasta fresca)
- 1 carota
- 2 gambi di sedano
- 150 g di macinato di soia (nei negozi bio)
- salsa di pomodoro q.b.
- 1 cipollina
- 1 cucchiaio d' olio d'oliva extravergine

Preparazione della ricetta

Lessa i cannelloni in acqua bollente salata, scolali al dente e falli raffreddare in acqua fredda, quindi sistemali su un canovaccio. Fai rosolare cipollina, sedano e carote tritati nell'olio, quindi unisci il macinato di soia. Fai insaporire per qualche minuto, poi unisci un cucchiaio di salsa di pomodoro. Porta a cottura e utilizza questo ragù vegetale per farcire i cannelloni. Disponili poi in una teglia e ricoprili con salsa di pomodoro. Falli cuocere in forno per 15-20 minuti, quindi servili in tavola. A piacere, puoi spolverizzarli con poco parmigiano grattugiato.... E la ricetta è pronta!



Se sei allergico alla soia: ecco come modicare la ricetta

Per modificare la ricetta, ti basta sostituire la soia con una pari quantità di seitan, un cibo tipico della cucina macrobiotica preparato con il glutine del grano (quindi non adatto ai celiaci!) dal sapore molto buono e delicato.



martedì 18 dicembre 2012

Tossine alimentari

Se ti riempi di tossine rischi di ingrassare



Gli abbinamenti di cibi sbagliati e i picchi di stress non smaltiti attraverso il riposo fanno rallentare il metabolismo e portano al soprappeso…

Ecco dove si sbaglia di più a tavola

... Esistono diversi comportamenti alimentari che contribuiscono a farci aumentare il peso poiché rallentano i meccanismi di eliminazione del grasso, e dunque fanno “sballare” il nostro metabolismo, un orologio perfetto da cui dipendono linea e salute.

Gli errori che intossicano…

- Abbinare carboidrati e proteine nonché le proteine tra di loro: le proteine hanno dei tempi di digestione molto lunghi mentre i carboidrati sono già digeriti in parte nella bocca; questo abbinamento rallenta l’attività digestiva, con formazione di scorie, fermentazioni e gonfiori, soprattutto a livello addominale.

- Mettere il sale dappertutto: così facendo si affaticano cuore e circolazione e il corpo tende a trattenere più liquidi e acidi urici, formando col tempo la cellulite.

- Consumare troppi condimenti (olio, burro) cotti: il calore della cottura degrada i grassi di condimento e crea tossine che intasano soprattutto il fegato.

…e quelli che aumentano il deposito di adipe

Mescolare i carboidrati tra di loro: gli zuccheri complessi (carboidrati) come pane e pasta vengono predigeriti in fase di masticazione e poi la digestione continua nello stomaco e nell’intestino; i carboidrati semplici, come zucchero e miele, arrivano subito all’intestino, dove vengono trasformati in glucosio; “sommare” i due tipi di carboidrati crea uno stato di sovraccarico per cui l’organismo tende a trasformare il surplus di zuccheri in adipe.

Consumare il latte e il burro con la carne: si moltiplica l’introduzione di grassi di lenta digestione e, inoltre, il latte giunto nello stomaco coagula in fiocchi che avvolgono le particelle di grasso isolandole dai succhi gastrici, rallentando notevolmente il processo digestivo.

E quelli che frenano il metabolismo

Frutta e dolci a fine pasto: abbinati agli altri cibi già ingeriti rallentano stomaco e intestino, con conseguente affaticamento metabolico.
Zucchero bianco per addolcire: genera picchi glicemici che impediscono al metabolismo di trasformare correttamente il cibo in energia, con formazione di grasso e scorie

lunedì 10 dicembre 2012

Noi siamo quello che mangiamo

Noi siamo quello che mangiamo



Fin da prima della nascita l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale
nel nostro organismo. Infatti un’alimentazione errata durante la
gravidanza potrebbe provocare disturbi fisici al futuro bambino. Anche i primi mesi di vita sono molto importanti se non essenziali, una corretta e soprattutto sana alimentazione aiuta la crescita e lo sviluppo del bambino e rinforza il sistema immunitario. È provato per esempio che un omogeneizzato fatto in casa aiuta a prevenire allergie nel futuro.
Anche in età adulta l’alimentazione ha un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni. Voglio ancora una volta precisare che non sto parlando di dieta dimagrante, una persona fisicamente perfetta non
è provato che sia sana. Al contrario, però, è possibile che una persona obesa abbia un sistema immunitario più debole e di conseguenza risulta più incline ad ammalarsi. Il motivo è semplice, l’alimentazione errata porta l’individuo a ingrassare e di conseguenza la massa corporea in eccesso costringe il proprio fisico ad aumentare la pressione del sangue, oppure ad avere troppo zucchero nel sangue o magari una frequenza cardiaca troppo accelerata.
Insomma, una sana alimentazione è quello che tutti noi dovremmo osservare, da un lato cercando di non innervosirci eccessivamente se abbiamo qualche chilo di troppo, dall’altro di non essere troppo
ottimisti nel sottovalutare una condizione quale l’obesità.
Secondo una visione tradizionalista, è considerato alimento tutto ciò che apporta energia all’organismo, ma questo concetto è stato ormai a anni superato; attualmente, infatti, l’alimento è sinonimo di
materia prima per l’accrescimento e il mantenimento dell’individuo, ed è molto importante ricordare che ad ogni stadio della vita vi sono necessità alimentari differenti.
Al giorno d’oggi, nonostante l’abbondanza calorica, aumentanocostantemente le richieste di integratori alimentari e vitaminici.
Cosa spinge la gente a comportarsi in questo modo?
La risposta è semplice: siamo colpiti da patologie definite del benessere e occorre quindi ovviare a quelli che sono gli errori nutrizionalipiù comuni. Vitamine fondamentali come la A, la C e la E sono sempre più
rare da trovare negli alimenti e questo perché sono vitamine che si disperdono facilmente se l’alimento non viene mangiatofresco.
Possiamo fare l’esempio della vitamina C. È vero che è presente in natura in maniera abbondante, ma è anche vero che un’arancia ricca di vitamina C è quella che viene staccata dall’albero e mangiata nel giro di pochi giorni, se non di poche ore. E oggi con la globalizzazione e la voglia di mangiare alimenti non stagionali, che
provengono da ogni parte del mondo, ci siamo abituati a mangiare arance provenienti dalla California, per esempio. Arence che sono state prelevate ancora acerbe dall’albero e sono state in seguito fatte
maturare nel lungo viaggio che le ha portate settimane dopo sulle nostre tavole. Ci siamo abituati anche a mangiare prodotti surgelati e sciroppati, dove la presenza vitaminica è quasi pari allo zero.
Per non parlare poi di tutti quei prodotti dove sono stati inseriti coloranti e aromi per renderli simili al sapore dell’alimento originale; se leggessimo attentamente le etichette di certi prodotti alimentari
potremmo renderci conto effettivamente di cosa mangiamo, ci sono caramelle all’arancia dove non è presente nemmeno una goccia di arancia, oppure delle patatine fritte dove la patata non è neanche
stata utilizzata!
Se dopo molti anni, quindi, con un’alimentazione sregolata e simile a quella descritta ci lamentiamo per gastriti o pressione alta o ulcere, la colpa è solamente nostra.
Curarci sempre con prodotti chimici ci illude di poterci curare ogni volta che vogliamo da qualsiasi sintomo, ma le medicine possono causare effetti collaterali al nostro organismo. Leggendo una qualsiasi istruzione per l’uso di un farmaco comune potremmo renderci conto che con lo stesso farmaco è possibile curare
decine di problemi. Se prendo qualche cosa per il mal di testa probabilmente posso alleviare un mal di denti o un dolore mestruale e anche un mal di schiena!

E tutto questo è assolutamente insensato


Il miele

Il miele: più curativo degli antibiotici




Un gruppo di ricercatori italiani ha scoperto che i mieli di timo e di eucalipto agiscono come potenti battericidi

Non solo sono emollienti, disintossicanti e nutrienti. Secondo uno studio della S...apienza, alcuni mieli italiani (di varia origine e provenienza) sono in grado di contrastare in modo efficace l’azione di batteri resistenti agli antibiotici.

Il team di ricercatori, composto da Roberto Lavecchia, Antonio Zuorro e Marco Fidaleo del dipartimento di Ingegneria Chimica, Materiali e Ambiente ha scoperto che, in particolare, i mieli di timo e di eucalipto agiscono come potenti battericidi. Questa proprietà vale anche per alcune varietà di mieli di arancio, di limone e di melata, la sostanza zuccherina prodotta dagli afidi e da altri piccoli insetti che si nutrono della linfa delle piante.

Il gruppo di ricercatori ha scoperto che i mieli di timo ed eucalipto non solo agiscono come battericidi, ma servono anche come inibitori del sistema di comunicazione batterico (il “quorum sensing”, che svolge un ruolo essenziale nello sviluppo di infezioni acute o croniche difficili da debellare).

Queste proprietà antimicrobiche erano già state studiate, in passato, sui mieli di Ulmo d’origine cilena e di Manuka, proveniente dalla Nuovo Zelanda.

Inoltre, sembra che la miscela di mieli di diversa origine e provenienza potenzi l’attività battericida. Questi risultati aprono la strada alle possibili applicazioni biomediche del miele, che potrebbe essere utilizzato per limitare la proliferazione dei microbi nei cosmetici o nei cibi.

domenica 18 novembre 2012

Le bevande alcoliche

Le bevande alcoliche


Le bevande alcoliche sono conosciute ..in dall’antichità da quasi tutte le civiltà e usate sia per ragioni mediche che igieniche. Infatti essendo l’alcol antisettico veniva usato per sterilizzare le acque quando


non sicure o quando ristagnanti, magari dopo un lungo periodo di siccità. Veniva inoltre usato come integratore alimentare o come afrodisiaco. Non è un caso che il nome di alcuni distillat...i sia stato

“acqua vitae” che in latino signi..ica acqua della vita. Un’affermazione che oggi potrebbe suscitare ilarità dato che si sente sempre più spesso

parlare di abuso di alcol e dei suoi effetti collaterali negativi. Ma essendo ricco di zucchero, è un vero e proprio ricostituente e molti

liquori e distillati hanno ottime proprietà bene..iche e curative. L’importante è non esagerare e assumerli con moderazione.

Esistono vari tipi di alcolici: di fermentazione alcolica degli zuccheri presenti nella frutta o nei cereali come vino, sidro e birra, di fermentazione derivata dalle bevande, come il brandy, di fermentazione dai residui delle bevande fermentate, come la grappa

giovedì 15 novembre 2012

Emicrania

Emicrania!





Chi non ha mai sofferto anche solo per un giorno di un forte mal di testa? La maggior parte dei mal di testa sono causati da tensioni muscolari appunto della testa, delle spalle e del collo. Ad innescare questo tipo di dolore so...no un immensità di fattori quali ad esempio un periodo stressante, ansia, troppi zuccheri nel sangue, disturbi ormonali, allergie, cattiva digestione, intossicazioni alimentari, fatica, alcool o caffeina ma anche poche ore di sonno.

Per capire effettivamente come combattere questo dolore, che può martellarci anche per giorni e giorni, iniziamo a distinguere tre diversi tipi di cefalee primarie ovvero il mal di testa vero e proprio come malattia (differenti da quella secondarie che sono invece conseguenze di un eventuale malanno):



Cefalea tensiva, cefalea a grappolo ed emicrania
La cefalea tensiva si presenta con dei dolori simili a forti pressioni e pulsazioni su tutta la testa (il famoso cerchio) che possono durare anche per diversi giorni colpendo in particolare le donne e giovani o adulti che passano tante ore seduti male, a studiare o lavorare concentrati su libri e monitor.


La cefalea a grappolo invece è una forma di mal di testa abbastanza rara ma molto fastidiosa, infatti i dolori (che possono durare da una mezz’ora ad un ora) si presentano ad intervalli di tempo raggruppati in determinati periodi del giorno o addirittura dell’anno. Questo dolore si manifesta in maniera molto forte ed intensa, localizzato generalmente intorno all’occhio o agli zigomi e colpisce in particolar modo gli uomini soprattutto tra i 20 e i 30 anni, ed è considerata di forma ereditaria.

Per quanto riguarda l’emicrania è caratterizzata invece da un dolore intenso che coinvolge un solo lato della testa e che può durare da poche ore a qualche giorno. Gli attacchi possono presentarsi con una frequenza variabile anche 2-3 volte alla settimana. Il dolore intensivo è pulsante, si manifesta in un punto della testa che piano piano, allargandosi, coinvolge tutta arrivan fino alle tempie e sopra gli occhi. Il dolore può intensificandosi con i movimenti del corpo, nfatti chi ne è colpito non può far altro che fermarsi non essendo in grado di svolgere nessuna delle normali azioni quotidiane. Colpisce soprattutto le donne, tra i 30 e i 40 anni, ed è ereditaria dal lato femminile. L’emicrania è inoltre accompagnata spesso da disturbi alla vista, causando nausea e vomito.

Ogni tipo di mal di testa ha però una sua causa scatenante e una sua cura specifica, proprio per questo è importante identificare con precisione il tipo di mal di testa di cui si è vittima, per poi poterlo curare o prevenire.

Ma per alleviare il dolore momentaneo si può comunque ricorrere a qualche rimedio naturale, mentre per prevenirlo si può iniziare una cura omeopatica essendo costanti nell’assunzione delle pastiglie e avendo pazienza in quanto solitamente gli effetti si vedono solo con il passare dei mesi.


Molti sono gli alimenti che aiutano ad alleviare questa fastidiosa alterazione fisica.

Elenchiamo qualche alimento:
Miele, sopratutto di Tiglio
Cereali Integrali
Ciliege
Zucchine
Legumi in generale
Tiglio
Lavanda
Zucca
Banana



Tisane calmanti
Camomilla, valeriana, melissa, fiori di arancio, passiflora se bevute sotto forma di una calda tisana rilassante possono aiutarvi a distendervi e a sentirvi meglio

Piatto consigliato ..... provate una semplicissima frittata di zucca. L'alto contenuto di magnesio infatti vi aiuterà a far passare più velocemente la vostra emicrania.

martedì 13 novembre 2012

Pelle giovane con il pomodoro 100 gr - 18 kcal




Il pomodoro, grazie alle sue proprietà antiossidanti, è un grande alleato per la tua pelle: oltre a mantenerla giovane, la protegge dai raggi UV. Spazio dunque alle insalate!

Inoltre il pomo...doro e' diuretico, antinfettivo, molto ricco di vitamine A e C.
Contrasta gli acidi urici, è anche un buon rimineralizzante.
Va sempre consumato maturo, dato che il pomodoro
verde è ricco di solanina, un alcaloide velenoso.

lunedì 5 novembre 2012

I cibi che ci rendono intelligenti


Alimentazione per la mente: i cibi che ci rendono intelligenti




Chi ama la vita sana nutre il proprio corpo con attenzione e ne ricava grandi benefici in termini estetici, ma soprattutto in termini di salute. Oggi scopriamo, però, che anche il nostro cervello è un organo che va nutrito bene per poter funzionare a dovere. I neuroni, le cellule che lo compongono, hanno bisogno di energia per poter svolgere la loro stessa funzione. L'energia in questione viene introdotta nel nostro organismo attraverso il cibo che non solo ci nutre, dunque, ma ci rende anche più intelligenti. Anche per questo motivo è necessario seguire una dieta equilibrata: mangiare in modo corretto e scegliere i giusti alimenti ci aiuta ad apportare le sostanze necessarie al corretto funzionamento del nostro organismo, a partire dalla testa.

E' stato dimostrato che un'alimentazione che privilegia il consumo di grassi saturi e di conseguente colesterolo può danneggiare la salute del nostro cervello. Mentre un'alimentazione ricca di carboidrati complessi, come i cereali integrali, i legumi, la frutta, è quella più indicata per il sostentamento ed il corretto funzionamento del nostro organo più importante.

Questa categoria di cibi migliora soprattutto la memoria e la concentrazione grazie all'elevato contenuto di Glucosio, ritenuto il nutriente più importante per il lavoro neuronale, per cui è necessario che i suoi livelli si mantengano stabili. E' importante, dunque, evitare i lunghi digiuni ed effettuare sempre i canonici cinque pasti al giorno.

Acidi grassi Omega3, contenuti nel pesce, nei frutti di mare e nelle alghe, hanno il potere di mantenere in buono stato le terminazioni nervose dei neuroni. I pesci in cui si concentra il maggior quantitativo di prezioso Omega3 sono le sarde: fanno bene al cervello, dunque, ma anche alla circolazione sanguigna ed al cuore, perché riescono a regolare il colesterolo.

Vitamine e minerali non possono mancare al nostro elenco di cibi buoni per la testa. L'acido folico, i minerali, le vitamine B6, B12, C, E ed A ed i minerali stessi, hanno la capacità di migliorare la nostra memoria stimolando il corretto funzionamento del nostro sistema nervoso. Ecco perché è importante non far mai mancare sulle nostre tavole la frutta, la verdura, le carni magre, il pesce azzurro, le uova ed il formaggio magro.

Il Triptofano, amminoacido che il corpo produce in maniera spontanea, è molto presente nelle proteine di origine animale ed è importantissimo per il nostro cervello. Sintetizza la serotonina, neurotrasmettitore che svolge una benefica azione antidepressiva e rilassante.

Tra gli alimenti che gli esperti consigliano per nutrire bene mente e corpo troviamo soprattutto:

- la banana, che contiene grandi quantità di Triptofano;
- la frutta secca, soprattutto noci e mandorle, che sono ricche di magnesio, ferro e potassio, preziosi minerali;
- le sarde, ricche di Omega3;
- la soia, alimento che contiene Colina, una sostanza che migliora la trasmissione degli impulsi nervosi (che avvengono da neurone a neurone) e rendono così più agile la mente.



Ma vediamoli piu in dettaglio i 10 cibi migliori per la mente che la naturopatia consiglia, anche sulla base delle conferme della ricerca scientifica, sono:

1) pesce grasso di mare (sgombro, sardina, alice, aringa, salmone selvaggio ecc.), ricchissimo di acidi grassi della serie omega 3, essenziali per il buon funzionamento del sistema nervoso (e per molto altro). Gli omega 3 in gravidanza migliorano persino l’intelligenza dei neonati. Attenzione però a cuocere poco il pesce, per non alterare gli omega 3 e rischiare che siano più i danni che i benefici;

2) noci, anche loro contenenti omega 3 e quindi buona alternativa al pesce per i vegetariani. Le noci hanno anche quantità interessanti di vitamina E, altro nutriente del cervello e antiossidante. La vitamina E è utile perfino nella demenza dell’anziano. Consumatele come spuntino, 4-5 alla volta, e sceglietele di qualità: non devono avere il guscio troppo chiaro (vorrebbe dire che sono state sbiancate chimicamente), né essere irrancidite (assaggiatele prima di acquistarle), devono essere integre e l’interno non deve essere secco (scuotetene una e verificate che non si senta alcun rumore);

3) broccoli, ricchi di vitamina C, altro fondamentale antiossidante, che rinforza i vasi sanguigni (compresi quelli del cervello) e ne migliora l’elasticità. I broccoli allontanano anche il rischio di Alzheimer e di altre forme di demenza: uno studio condotto su donne di 60 anni, ha evidenziato che quelle che mangiavano più broccoli e altre brassicacee riportavano risultati migliori nei test per la memoria, l’abilità nel parlare e l’attenzione;

4) pomodoro, il cui contenuto dell’antiossidante licopene - oltre che di vitamina C - lo rende prezioso per il buon funzionamento del cervello, e anche per la salute della pelle e della prostata;

5) curcuma, spezia orientale della quale non ci stancheremo mai di decantare le molteplici virtù. Contiene antinfiammatori utili anche per il cervello, contrasta l’aterosclerosi e si è dimostrata un efficace aiuto nella prevenzione dell’Alzheimer;

6) agrumi (arancia, pompelmo, limone ecc.), fluidificanti del sangue e ricchi della già citata, fondamentale, vitamina C;

7) uova, il cui tuorlo contiene colina, necessaria alle membrane cellulari e alla trasmissione degli impulsi nervosi. La colina è indispensabile anche per lo sviluppo cerebrale del feto e del bambino. Il tuorlo è inoltre ricco di vitamina E;

8) frutti di bosco, che, grazie ai loro flavonoidi, potenti antiossidanti, sono utili a preservare la funzionalità cerebrale e a migliorare, come la vitamina C e la E, la struttura dei vasi sanguigni;

9) acqua. Stupisce i più, ma anche una leggera disidratazione (di alcune ore) può far calare le capacità del cervello, comprese quelle di apprendimento. Ci chiediamo quanti siano gli anziani a cui vengono diagnosticati deficit cognitivi e che in realtà bevono semplicemente troppo poco. Un litro al giorno è il minimo indispensabile, due sono meglio;

10) tè verde, che è un ottimo antiossidante e inibisce l’acetilcolinesterasi, enzima che danneggia l’acetilcolina, neurotrasmettitore implicato nella memoria. Un paio di tazze di tè verde al giorno possono bastare (rigorosamente senza zucchero e soprattutto senza dolcificanti).

domenica 4 novembre 2012

Ortoterapia

Ortoterapia: curare la psiche con l’orto




Secondo l'ultima moda, nelle città sono moltissime le persone che danno vita ad un vero e proprio orto sulla terrazza di casa. Non più gerani o piante grasse, ma, ravanelli, lattuga, pomodori, basilico, menta e zucchine. Ma coltivare l'orto non è solo l'ultima moda cittadina: è una vera e propria terapia medica. Avere cura delle proprie piantine, infatti, può favorire il recupero fisico e mentale. Alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato che curare un orto può essere considerato una vera e propria terapia per le malattie da ansia e stress fisico e mentale, o anche per patologie più gravi, come la disabilità o l' Alzheimer.


L’ortoterapia vera e propria è nata negli Stati Uniti grazie all’intuizione di Roger Ulrich che notò come i pazienti in cura presso un ospedale della Pennsylvania guarivano più rapidamente se la stanza in cui erano ricoverati era esposta sul grande giardino della clinica. Ulrich capì che un giardino armonico e ben curato poteva lenire un po’ il dolore e favorire a livello psicologico il processo di guarigione.


L'ortoterapia: come funziona Così come nella pet therapy si lavora con gli animali, nell'ortoterapia si lavora con un altri esseri viventi: le piante. Prendersi cura di organismi vivi sollecita il senso di responsabilità, l'attività motoria, aiuta a vincere la sensazione di essere inutili. Attraverso gesti semplici e concreti come piantare, recidere ed innaffiare eliminiamo lo stress e ci sentiamo tutt'uno con la natura. Curando l'orto impariamo ad aspettare e a gioire di tutti i piccoli cambiamenti che sono frutto del lavoro delle nostre mani, delle cure e del nostro amore. Il susseguirsi delle stagionalità rafforza il senso del tempo: la localizzazione delle piante, in uno spazio che continuiamo a riarredare nella mente in relazione alla rotazione stagionale, rafforza il nostro concetto dello spazio. L'ortoterapia è consigliata alle persone che soffrono di fobia sociale e tendono all'isolamento, agli anziani soli, alle persone diversamente abili, a tutti noi, se desideriamo uno stile di vita in cui concedere meno spazio possibile allo stress. E' anche molto efficace quella di gruppo: lavorare assieme ad altre persone, infatti, condividendo e dividendo le mansioni, vedersi riconfermati nella propria abilità è un vero e proprio toccasana per l'autostima, il senso di appartenenza e l' identità sociale.


In paesi come il Canada, l' Australia, il Giappone, la Germania e l' Inghilterra l'ortoterapia è praticata come una vera e propria disciplina scientifica: sono state progettate aree verdi in scuole, ospizi, carceri, ospedali e centri educativi per giovani a rischio. L'Italia è ancora all'inizio in questo settore, anche se anche da noi sono in atto delle sperimentazioni.


Penso che tanta gente si sentirebbe più in forma (quantomeno sarebbe un pochino più tranquilla e rilassata) se avesse affianco una pianta o meglio ancora un bel giardino casalingo dove poter piantare e prendersi cura di ‘qualcosa’ o ‘qualcuno’ che è altro da sè… Del resto “dimenticare come scavare la terra e prendersi cura del suolo è dimenticare noi stessi” diceva Gandhi…


Per concludere, sapere cosa stiamo mangiando, senza l'aggiunta di pesticidi non ha veramente prezzo; e con la crisi che continua inperterrita a farci stringere la cintura per arrivare a fine mese, risparmiare qualche soldo con il nostro giardino in terrazzo fa dell'ortoterapia un Mast da avere nel nostro terrazzo.

sabato 3 novembre 2012

Pesticidi


Pesticidi negli alimenti: i cibi più e meno contaminati



Con l'avvio della produzione agricola di massa, tutte le coltivazioni che arrivano nei nostri supermercati e dai fruttivendoli sono prodotti che generalmente vengono cosparsi di pesticidi. L'Environmental Working Group, un' organizzazione n...on-profit di ricerca, ha pubblicato nel suo annuale rapporto una classifica dei prodotti vegetali che contengono più pesticidi. I ricercatori dell'EWG hanno effettuato alcune prove per individuare i residui di antiparassitari condotti dall'USDA e dalla Food and Drug Administration tra il 2000 e il 2010. I campioni esaminati sono stati sottoposti ad alcuni test e poi è stata stilata la classifica di quelli ad alto tasso di antiparassitari ed un'altra in cui sono indicati, invece, i prodotti sicuri, cioè contenenti meno pesticidi. Vediamola insieme.




- I 12 alimenti con maggiori pesticidi:


1) mele
2) sedano
3) peperoni
4) pesche
5) fragole
6) pesche nettarine
7) uva
8) spinaci
9) lattuga
10)cetrioli
11) mirtilli
12) patate

- I 15 alimenti con meno pesticidi

1) cipolla,
2) mais,
3) ananas,
4) avocado,
5) cavolo,
6) piselli dolci,
7) asparagi,
8) mango,
9) melanzana,
10) kiwi,
11) cantalupo
12) patate dolci,
13) pompelmo,
14) anguria
15) funghi.



L'Environmental Working Group ammette che si corrano dei rischi a nutrirsi dei dodici prodotti citati nella lista, ma continua a consigliare il consumo degli alimenti indicati: mangiare frutta e verdura offrirebbe comunque maggiori benefìci rispetto ad eventuali rischi. Bisognerebbe verificare la fonte di tali dichiarazioni, i malpensanti, infatti, sostengono che appartengano a qualche gruppo chimico agro-alimentare. Di recente, infatti, l'Environmental Health Perspectives aveva pubblicato una ricerca sui rischi per il feto legati all'esposizione della madre ai pesticidi. Secondo questo studio, tali alimenti produrrebbero sul nascituro gli stessi rischi associati al fumo di tabacco.

E' necessario lavare le insalate in busta?


Gli esperti di alimentazione continuano a sottolineare quanto le verdure, specialmente se consumate crude, siano importanti nella prevenzione di moltissime malattie (tra cui tumori e infarto). Oggi si parla di insalate "pronte all'uso"!


Per chi non ha tempo e voglia, di recarsi dal fruttivendolo un paio di volte la settimana per avere prodotti freschi, di lavare, sbucciare, tagliare, cuocere le verdure (soprattutto se si è appena tornati a casa da una giornata lavorativa stressante e faticosa), ecco che l'industria alimentare risponde a questi bisogni con una gamma di prodotti freschi (denominati gamma IV) già lavati, imbustati e addirittura tagliati, insomma direttamente pronti al consumo. Comodo, no?

Ma, vi siete mai chiesti se queste buste sono anche salutari? Non sempre comodità fa rima con salute! Vi sveliamo i perchè!

La prima risposta emerge a monte del processo produttivo di questi prodotti: l'ortaggio viene prima di tutto raccolto e mandato in azienda, dove viene lavato, asciugato e infine imballato. Ma questo ortaggio è stagionale?

Ecco il primo campanello di allarme: la stagionalità del prodotto. Tutti sappiamo che le insalate in busta si trovano al supermercato tutto l'anno, ma in natura è decisamente impossibile farle crescere in autunno e in inverno (…questo vale anche per le insalate da lavare, e per tutta la verdura e frutta in generale). Inutile dire quindi che nell'ortaggio che mangiamo rimangono residui sia di fertilizzanti che di pesticidi. Questo è il primo motivo per cui la verdura in busta va comunque lavata!

C'è poi il problema dell'acqua utilizzata nella filiera produttiva: essendo molto costosa, non di rado le aziende riutilizzano la stessa acqua per più lavaggi, o addirittura ricorrono ad acqua non potabile. Ricordiamo che si tratta di prodotti 'pronti all'uso', quindi è difficile che a casa vengano risciacquati sotto acqua corrente: dunque ingeriamo tutti i residui che l'ortaggio porta con sé, sia dalla coltivazione (fertilizzanti e pesticidi) che dal confezionamento (cloro, acqua sporca, contatto con oggetti e materiale di imballaggio).

Un'ultima osservazione: provate a lavare un cespo di lattuga fresca e conservarlo per qualche giorno in frigo. Quando le riprenderete noterete che non avrà poi un aspetto così invitante, giusto? Invece, la lattuga in busta è sempre bella, addirittura dopo un paio di giorni dalla data di scadenza l'unico difetto che si può riscontrare sono al più le foglie un po' ammosciate. Questo pregio si deve al trattamento con il cloro e l'anidride solforosa, che permettono di aumentare la conservabilità del prodotto. E a loro volta questi trattamenti, riducono anche più del 50% il contenuto di antiossidanti, di vitamina C e di beta-carotene: devastante!

Detto questo, per chi pensa che i prodotti imbustati e già lavati siano un buon compromesso tra il consumo di verdura, la salute e il poco tempo a disposizione, è il caso di ricredersi! Dato che tali ortaggi vanno comunque rilavati e disinfettati, tanto vale tornare al naturale (e stagionale!)! Questa è sicuramente la strategia migliore per la vostra salute e per il vostro portafoglio!
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